Connettersi ad un Database MySql con PHP
1. <?php
2. $host = 'localhost';
3. $user = 'sostituire_username';
4. $password = 'sostituire_password';
5.
6. $database = 'nome_database';
7. $DATABASE = FALSE;
8.
9. /// questa funzione serve ad aprire una connessione al database $database////
10. function ApriDatabase() {
11. global $DATABASE;
12. global $host;
13. global $user;
14. global $password;
15. global $database;
16. $DATABASE=@mysql_connect($host, $user, $password);
17. if($DATABASE==FALSE){
18. print "Impossibile collegarsi al Database. Impossibile usare l'applicazione per il momento.".mysql_error();
19. die();
20. }
21. if (!@mysql_select_db($database)){
22. print "Impossibile selezionare il Database. Impossibile usare l'applicazione per il momento".mysql_error();
23. die();
24. }
25. }// fine function ApriDatabase
26. /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
27.
28. //// questa funzione chiude semplicemente la connessione al database/////////
29.
30. function ChiudiDatabase(){
31. global $DATABASE;
32. mysql_close($DATABASE);
33. } // fine ChiudiDatabase
34.
35. /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
36. ?>
Nelle prime righe vengono definite delle variabili per contenere i dati di connessione al database, ovviamente vanno sostituiti con i dati del vostro server.
Nella riga 7 si definisce la variabile $DATABASE e impostata di default su FALSE, questa variabile otterrà, se non si verificano errori, nella riga 16 il valore TRUE. Sempre nella riga 16 l’utilizzo del carattere @ davanti alla funzione mysql_connect impedisce la visualizzazione di eventuali messaggi d’errore.
Dalla riga 17 alla 20 vengono gestiti eventuali errori e tramite la funzione mysql_error() vengono visualizzati i messaggi del server.
Nella riga 19 si esce dallo script in caso d’errore.
Nella riga 21 viene utilizzata la funzione mysql_select_db per selezionare il database al quale connettersi, unitamente ai caratteri @ che abbiamo visto prima e alla negazione !. Tradotto in linguaggio umano la riga potrebbe essere letta così:”se non puoi selezionare il database non visualizzare messaggi d’errore, ma fai quello che è compreso fra le parentesi graffe”
La funzione ChiudiDatabase (riga 30) non fa altro che chiudere la connessione, ovviamente la connessione viene chiusa automaticamente all’uscita dallo script, ma è più corretto ed elegante chiuderla manualmente.
Alexa Rank
A differenza del PageRank di Google, generato in modo automatico, l’Alexa Rank ha bisogno dell’intervento degli utenti attraverso l’Alexa Toolbar. I siti web vengono tracciati e analizzati a partire dall’Alexa Toolbar installata nel browser di milioni di utenti. L’Alexa Rank non è altro che un indice di valutazione dei siti web calcolato sulla base del loro traffico e il numero di visitatori unici ricevuti negli ultimi tre mesi. Non si fonda quindi su un algoritmo di valutazione, ma è legato alla quantità di visite che un sito web riceve da parte degli utenti. Per questo motivo l’Alexa Rank viene considerato poco attendibile e poco importante. A diferenza del PageRank di Google, questo metodo funziona in modo inverso: valori bassi idicano maggior traffico.
Per chi volesse installare l’Alexa Toolbar lo può fare da questo indirizzo www.alexa.com/toolbar.
SERP
SERP è la pagina che un motore di ricerca restituisce ogni qual volta venga richiesta una particolare ricerca. Si tratta di un elenco ordinato di link a pagine, il più delle volte, con una breve descrizione del contenuto delle stesse.
SERP è acronimo di “Search Engines Results Page” (pagina dei risultati del motore di ricerca).
Le tecniche messe in atto dai webmaster per migliorare la posizione delle proprie pagine nelle SERP sono indicate con l’espressione ottimizzazione o Search Engine Optimization (SEO), mentre l’operazione in sè è chiamata “posizionamento nei motori di ricerca”.
Alcune di queste tecniche hanno finalità utili (per esempio una migliore descrizione dell’argomento trattato), altre invece confondono le idee agli utenti del web (per esempio il keyword spamming).
PageRank
Il PageRank è un algoritmo di analisi che assegna un peso numerico ad ogni elemento di un collegamento ipertestuale d’un insieme di documenti, come ad esempio il World Wide Web, con lo scopo di quantificare la sua importanza relativa all’interno della serie. I valori vanno da 1 a 10 dove 1-3 indicano un voto medio basso, 4-6 un voto medi alto e 7-10 un voto alto.
Il pagerank è facilmente riconducibile al concetto di popolarità tipico delle relazioni sociali umane, ed indica, o si ripromette di farlo, le pagine o i siti di maggiore rilevanza in relazione ai termini ricercati. Gli algoritmi che rendono possibile l’indicizzazione del materiale presente in rete utilizzano anche il grado di popolarità di una pagina web per definirne la posizione nei risultati di ricerca.
Considerando l’algoritmo per il PageRank, si può vedere che il PageRank di una pagina aumenta all’aumentare dei link che rimandano a quella pagina. Questa è una visione ovviamente semplificata, non dobbiamo pensare che semplicemente aumentando il numero di link aumenti il PageRank e il nostro sito salga nella SERP. Nell’indicizzazione di un sito rientrano diversi aspetti fra cui la frequenza delle keywords, i testi utilizzati per i collegamenti e il PageRank stesso delle pagine che rimandano alla nostra.
Analizzare un sito web
Per l’analisi di un sito web esistono una marea di strumenti nella rete, ma le prime informazioni che ci servono sono anche le più facili da trovere e per le quali non servono strumenti complessi. Le prime domande che dobbiamo fare quando analizziamo un sito sono:
1) Età del sito;
2) Valore del sito agli occhi dei motori di ricerca.
La prima domanda si riferisce al tempo trascorso dalla registrazione del dominio, anche se ci sono diversi fattori che entrano in gioco (sviluppo del sito, crescita delle pagine, aumento dei contenuti…) il primo dato che ci serve è proprio la data di registrazione. Possono capitare diverse situazioni:
- Viene acquistato il dominio e uno spazio hosting associato nel quale viene caricata una pagina, non tanto la banale “lavori in corso”, ma piuttosto una pagina di presentazione;
- Viene acquistato il dominio e uno spazio hosting, ma non viene caricata nessuna pagina (o solo la banale “lavori in corso”);
- Viene acquistato solo il dominio.
Il primo caso è certamente il più interessante perchè anche se non carichiamo contenuti particolari, i motori di ricerca possono iniziare ad associare il dominio a delle keywords, gli altri due sono invece pressocchè inutili se non addirittura dannosi. Per sapere comunque l’età del sito basta interrogare i registri, per i domini .it si usa il NIC all’indirizzo http://www.nic.it/, per gli altri domini si può utilizzare il sito http://www.internic.it/.
Per rispondere alla seconda domanda, suggerisco uno strumento presente sul web http://www.urlmetrix.com/ . Questo strumento riporta una serie di dati per ogni sito che insieme ci danno un’idea di quanto valga il sito stesso agli occhi dei motori di ricerca. Fra i dati che vengono restituiti da URLmetrix troviamo
- Google PageRank
- Alexa Rank
- Google Indexed
- Yahoo Indexed
- Google Blog Search Links
che andremo presto ad analizzare singolarmente.
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